Cavi per modalità piastre fisse

I cavi speciali WINTECARE compatibili con il dispositivo T-Plus, sono sviluppati per permettere l’utilizzo di piastre “fisse” garantendo posizioni certe durante tutto il trattamento e di conseguenza evitare che il trasferimento di energia sia influenzato da variazioni di posizione degli elettrodi. I cavi speciali controllano che il flusso di corrente non superi la soglia di sicurezza per applicazioni fisse garantendo un trattamento sicuro e piacevole.

Allo stesso modo, questa modalità può essere utilizzata per combinare il trasferimento energetico con un movimento attivo del paziente controllato dal terapista ad esempio quando si simula un gesto che replica le condizioni di biomeccanica tipiche di un atleta amatoriale o di un lavoratore con condizioni ambientali specifiche.

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Descrizione

Combinare gli effetti del trasferimento energetico con la terapia manuale costituisce la principale forma di lavoro di un terapista che interpreta correttamente uno strumento di questo tipo; tuttavia esistono delle condizioni cliniche in cui la staticità rappresenta un valore.

Quando si effettua un trattamento di terapia manuale ortopedica, le variabili che possono influenzare l’esito del trattamento sono molteplici: il peso del paziente, il suo livello di idratazione, la percentuale di massa grassa e massa magra, la responsività del sistema circolatorio e del sistema nervoso, la dieta, l’attitudine al percorso riabilitativo, la disciplina etc.

Un buon terapista è abituato a gestire queste variabili e man mano che aumenta la sua esperienza migliora la sua capacità di controllo. Quando introduciamo nel trattamento uno strumento di terapia fisica, uno degli elementi da monitorare è la quantità di energia che stiamo trasferendo ai tessuti, anche se sorprendentemente alcune apparecchiature non sono in grado di effettuare questa misura.

piastre fisse 5

Al contrario con il dispositivo T-Plus, il terapista può sempre controllare i livelli di energia effettivamente assorbiti dal tessuto e tenerli monitorati durante tutto il percorso terapeutico. In alcune situazioni questa possibilità diventa una necessità come in tutti i casi in cui il tessuto da trattare è danneggiato o affetto da degenerazione cronica. In tali casi in cui è possibile definire delle quantità di energia precise che per estremo potremmo definire “dosi energetiche”, è fondamentale poter isolare quante più variabili possibili per essere certi che la “dose terapeutica” di energia sia trasferita al tessuto che effettivamente la necessita per poter attivare i relativi processi riparativi.

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